La storia di Cervesina

(...) 

Le lontane origini

Si potrebbe iniziare il racconto così: in principio era il Po che correva maestoso, capriccioso e talvolta terribile nei luoghi che si percorrono oggi, dove si abita e dove si lavora . Infatti non è possibile parlare di insediamenti umani stabili dove l'acqua, le paludi, le boscaglie regnano sovrane.

Le esigenze alimentari avranno spinto l'uomo a percorrere su rudimentali barche quelle distese di acquitrini e di boschi dove sia i pesci che la selvaggina abbondavano, ma per poi indurlo a far ritorno ai propri villaggi, alle pendici delle prime colline appenniniche non appena fossero calate le prime ombre della sera. Qui si era andata svolgendo la trama della vita organizzata, che aveva costellato di villaggi le colline comprese tra Tortona e Stradella, collegati da sentieri che si snodavano verso il Po ma tenendosi a debita distanza da essa ed abbandonandogli tutto quel tratto compreso tra la strada e il letto vero e proprio del fiume. Per tanto, prima che si compisse un valido e razionale disegno di bonifica non è possibile parlare di popolamento e di abitabilità per tutta la zona rivierasca del Po. E' improprio parlare di abitanti di Cervesina in questo periodo perché il fiume copriva tutta quanta l'area che verrà poi scelta dai nostri antenati come loro residenza. Prova ne sia che antecedenti alla conquista dei Romani i centri posti sulle dorsali appenniniche o immediatamente ai piedi di esse hanno nomi risalenti ad idiomo prelatini, quelli posti lungo le sponde del Po, da Corana ad Arena Po ed anche più giù hanno inconfondibilmente un nome latino. E infatti è la romanizzazione il fattore decisivo per tutta la zona, perché entrando nell'orbita di Roma le popolazioni poste allo sbocco delle vallate appenniniche, deponendo la loro riluttanza a farsi inglobare in una compagine statale nuova e più avanzata socialmente ed economicamente fecero in definitiva il loro stesso bene, ed anzi conservarono i loro peculiari caratteri etnici dai quali anche gli stessi romani trassero giovamento.

(...)

Estratto dal volume Cervesina e S.Gaudenzio (Storia e storie di una comunità viva), di Pier Bartolomeo Pedrazzi, [1993].

Approfondisci la storia di Cervesina

 

La storia di Pancarana

(...) 

Nel greco, pancharés (panchará nel dialetto dorico) da pan = tutto, charis - grazia, significa: tutto grazioso, tutto bello.

Nel caso nostro sarebbe dunque Panchariana una denominazione antichissima, pittoresca, coreografica, come se ne hanno in tutti i luoghi e in tutti i tempi.

La grafia offertaci dalla Visita pastorale del Fossolani in nome del Vescovo Ammanati Piccolonini, (a. 1460), se lascia cadere lo jota, mantiene l'h, che riflette, col c, il chi greco di charis (grazia), come del resto si conserva nella matricola dei notai pavesi nell'ingresso tra questi, l'anno 1522, di Cristoforo de Paoli de loco Pancharane come si mantiene pure nel Compartitus cleri papiensis del sec. XV.

(...)

Approfondisci la storia di Pancarana sul sito del Comune di Pancarana

torna all'inizio del contenuto